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Immigrazione: Pisanu chiude Lampedusa, il Cpt sarà declassato
Fonte: Il Manifesto, 21 ottobre 2005
21 ottobre 2005

Non sarà chiuso ma "declassato", il centro di permanenza temporanea per immigrati di Lampedusa. Declassato in struttura di primo soccorso e smistamento, dove gli immigrati potranno sostare fino a un massimo di 48 ore prima di essere trasferiti in un altro cpt. È la decisione più eclatante tra quelle prese ieri in un vertice a Roma tra il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, il presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro, il sottosegretario all'Interno Giampiero D'Alia, i prefetti Carla Mosca e Alessandro Pansa, prefetto e questore di Agrigento, il sindaco di Lampedusa Bruno Siragusa e il vice capo della Protezione civile Vincenzo Spaziante. Ma non c'è solo questo, perché a Lampedusa sarà anche garantito l'accesso all'Alto commissariato Onu per i rifugiati, come Pisanu e il vicepremier Gianfranco Fini hanno garantito sempre ieri all'Alto commissario Onu Antonio Manuel de Oliveira Gutierres. La decisione è frutto del clamore e delle proteste suscitate dal reportage di Roberto Gatti sull'Espresso, due settimane fa, che denunciava le condizioni disumane in cui sono costretti a vivere gli immigrati a Lampedusa, nonché gli abusi e i soprusi dei carabinieri e dei volontari della Misericordia che gestiscono il centro. Anche se il cpt di Lampedusa era già da tempo nel mirino di organizzazioni umanitarie come Amnesty international e Medici senza frontiere nonché dei movimenti antirazzisti. Dopo le polemiche suscitate dal reportage, Pisanu aveva prima deciso di inviare il capo del Dipartimento per l'immigrazione Pansa per un "sopralluogo accurato". Poi l'improvviso il dietrofront, e il ministro aveva affidato l'inchiesta interna al prefetto di Agrigento, mentre da sinistra si chiedeva l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta e molti invocavano la chiusura del centro. Pisanu, chiamato a rispondere al parlamento, aveva invece ribadito che i cpt non vanno chiusi. Infine, a sorpresa, la visita a Lampedusa, nella quale il ministro aveva perlustrato il centro e parlato con alcuni immigrati. Ma all'uscita si era rifiutato di rilasciare dichiarazioni.
Ieri quella che lo stessa agenzia dell'Onu definisce una svolta. "Si apre un capitolo nuovo fra l'organizzazione e il governo italiano", ha detto Guterres, che ha risposto sì alla proposta italiana di creare un'"antenna" dell'Unhcr sull'isola a sud della Sicilia. "I colloqui con le autorità italiane sono stati fruttuosi", ha sottolineato l'Alto commissario in una conferenza stampa ieri pomeriggio a Roma, e ha aggiunto: "Credo che oggi siano stati fatti passi avanti per definire il nostro accesso a Lampedusa in tempi rapidi". Poi ha spiegato: "Lampedusa deve essere un centro di prima accoglienza e di transito ma niente di più. È un'area troppo piccola per fare uno screening delle persone arrivate, per portare avanti le procedure necessarie a stabilire chi ha diritto alla concessione dell'asilo. Per queste operazioni le persone devono essere trasferite in centri più grandi e di altro tipo". Inoltre, "queste procedure devono essere credibili in maniera che venga concesso lo status di rifugiato solo a chi ne ha veramente bisogno e diritto".
Quella che nemmeno l'Unhcr mette in discussione è la politica italiana sull'immigrazione. Il "nuovo capitolo" di cui parla Guterres, ieri ricevuto anche dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, è infatti basato sul "principio del riconoscimento per ogni Stato del diritto di difesa dei propri confini e di una propria politica sull'immigrazione, da un lato, e dall'altro che quella politica e quella gestione siano in linea con il diritto delle persone in possesso dei requisiti ad avere accesso alla piena protezione e accoglienza in base al principio di non respingimento". Dunque, piena legittimità all'Italia a blindare le frontiere, in cambio di alcune promesse sull'"umanizzazione" dei cpt, su un sostanziale ridimensionamento di quello di Lampedusa per mettere a tacere le accuse di mancato rispetto dei diritti umani, e sul non respingimento di chi richiede asilo politico, anche se l'Italia non ha ancora una legge organica in materia. Nel frattempo, a Lampedusa ieri è arrivata l'ennesima carretta del mare. A bordo 158 immigrati.