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breve racconto su cio' che di buono e toccante e' successo a Mittenwald il 26 e il 27 maggio 2007
Marcella De Negri
11 giugno 2007

Sabato 26 maggio alle 10, il programma prevedeva una sorta di riunione con vari partecipanti.
sotto un immenso tendone di plastica e acciaio, montato nella notte dagli amici tedeschi.


Ho iniziato a parlare io dicendo cose che chi ha seguito le vicende del processo a Monaco di Baviera per la fucilazione degli ufficiali della Divisione Acqui a Cefalonia il 24 sett. 1943, già conosce, poichè ho fatto un riassunto della mia presenza come parte civile nel procedimento e , ad oggi, non ci sono novità. Si attende la decisione della Corte d'Appello, che tarda.

Ha poi parlato mio fratello, ( io e lui, eravamo , per così dire, gli " ospiti d'onore", come figli di Francesco De Negri, fucilato dai Gebirgsjager : nel 2003 era stato lì a parlare di PACE, il quasi 90enne Amos Pampaloni, , l'eroe di Cefalonia), ponendo l'accento sul giudizio che la storia ha ormai dato del nazifascismo e citando le frasi di B.Brecht che dicono :"....non è facile capire che coloro che ci comandano sono spesso i nostri nemici ....". Enzo è un appassionato di poesia ed ha recitato, ( avendo preparato prima il tutto con l'inteprete ) una parte de " I sepolcri" di Ugo Foscolo, per dire a questo pubblico, in gran parte di giovani, (circa 300 persone ), venuti da lontano, ma non solo, che noi tutti che abbiamo avuto i nostri padri, mariti e fratelli massacrati a Cefalonia, non abbiamo potuto piangere sulle loro tombe poichè i loro corpi sono stati o gettati in mare ( zavorrati col filo spinato ), come è accaduto per i 137 ufficiali, tra cui erano nostro padre ed il col. Fioretti, oppure bruciati o nascosti in fosse.

Poi ha parlato Paola Fioretti, figlia del col. Giovanni Battista Fioretti, capo di stato maggiore a Cefalonia, 38enne, fucilato con mio padre alla Casetta Rossa il 24 settembre 43, il cui intervento, centrato sulla "scelta" di libertà fatto dalla Divisione Acqui, come primo atto della Resistenza, ha suscitato molta commozione e approvazione.

Hanno parlato anche Nikos Fokas, partigiano greco dell' EAM/ELAS, che ha aiutato molto gli italiani scampati all'eccidio ed ha assistito al massacro di molti di loro, e

Richard Wadani, austriaco di origine ungherese, allora, nel 43, nella Wehrmacht, militante socialista e poi comunista, disertore.

Dalle 18 del pomeriggio di sabato, sino a tarda notte , sono stati letti ( la lettura è poi stata sospesa per la pioggia battente e ripresa alle 7 del mattino del giorno di pentecoste ) circa 1.000 nomi dei massacrati a Cefalonia, a Kommeno ed a Lyngiadis ( tutti crimini commessi dai Gebirgsjager, naturalmente ).

La lettura in cui si pronunciavano i nomi delle vittime, il luogo e la data dell'assassinio, è stato un lunghissimo momento di grande emozione e commozione.
Durante la lettura, su un immenso foglio di plastica bianca, steso per terra, venivano scritti da due ragazzi o ragazze, in ginocchio che si alternavano, i nomi dei massacrati con pennarelli multicolori.
Mio fratello Enzo e Paola Fioretti hanno preso parte a questa lettura ed hanno poi dovuto sospenderla perchè Paola è stata sopraffatta dall'emozione.
La nostra gratitudine verso questo " GRUPPO DI LAVORO ITALO- TEDESCO CONTRO LA TRADIZIONE NAZISTA" , che dal 2002 organizza questa contromanifestazione, è senza limiti. Sono giovani storici ( non ne ho però ancora conosciuto di italiani , neppure a Monaco in dicembre : alcuni di loro lavorano all'Istituto storico della Resist. di Reggio Emilia, che ha un recapito anche a Berlino ) molto motivati, colti, simpatici, allegri e senza paura. STRAORDINARI. Credo, temo, tutti schedati dalla polizia bavarese. Come forse ho già scritto ( nella lettera inviata all'alpino Adriano Rocci, che ha deposto la corona al monumento ai Gebirgsjager il giorno di pentecoste, mandata agli amici di questo gruppo ) la contromanifestazione sull'Hoher Brendten, da loro organizzata, E' STATA VIETATA dal governo della Baviera che è il responsabile e cura l'organizzazione della parata.
Il Governatore della Baviera Stoiber ha fatto il servizio militare a Mittenwald ed è ufficiale d'onore dei Gebirgsjager.

Domenica 3 giugno su Il Manifesto è uscito, a piena pagina, un articolo sul tema, di Guido Ambrosino, corrispondente da Berlino.

Ambrosino si è speso in modo straordinario per raccontare questa vicenda, verificando, con telefonate ai diretti interessati ( ad esempio agli alpini della Monterosa, la formazione della Repubblica Sociale Italiana, che insieme ai " nostri " alpini hanno deposto una corona all'Hoher Brendten o ai parenti di Scheungraber, il Gerbirgsjager condannato a La Spezia all'ergastolo, in contumacia, per l'eccidio di Falzano di Cortona e presente alla parata a Mittenwald ), la effettiva loro presenza alla "glorificazione" di questo corpo, in occasione del 50enario dell'erezione del monumento : senza di lui , che era a Berlino, molte informazioni, per me che ero lì, sarebbero state sconosciute.

Marcella De Negri