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Militari o mercenari e ...
Anna Cremona e Angelo Garro
3 agosto 2009

Arrivata è l'estate che calda e assolata come un ghibli si è abbattuta sulla penisola da nord a sud svuotando città e paesi; tutti alla ricerca di refrigerio, riposo, divertimento; la crisi va in ferie. Improvvisamente passata è la forte emozione provocata dal terribile terremoto in terra d'Abruzzo, passato è lo sgomento per le vittime innocenti dell'esplosione di Viareggio, passato è anche l'eco del G8 d'Abruzzo; G8 in cui gli 8Grandi (di cui non si capisce se Grandi fra i paesi più industrializzati o Grandi fra i più prepotenti e guerrafondai), Grandi di cui l'Italia pretende di far parte. Ci vien da ridere, proprio per non piangere. Quale pretesa assurda volersi paragonare agli U.S.A., alla G.B., alla 5° Rep.; al massimo potremmo competere con Senegal, Ciad, Costa D'Avorio ecc.


Un Paese il nostro con un tale alto tasso di disoccupazione pari ai primi anni del dopoguerra con la differenza che oggi abbiamo disoccupati "scic" con telefonino a portata d'orecchio o altre snobberie simili, ma comunque Paese ad alto rischio di povertà con i redditi da lavoro fra i più bassi d'Europa, pensioni da elemosina, e con presenza mafiosa in tutte le amministrazioni pubbliche o attività economico-commerciali, con l'aggiunta di una classe politica lontana anni luce dalle reali necessità del popolo, nonché con una notevole ed accentuata indifferenti ad ogni appello inviato loro, scritto spesso con nostro sangue.


Eppure, e lo abbiamo scritto e denunciato spesso pur restando come sempre senza risposte, oltre 15.000 *mercenari italiani (militari/mercenari che anche dopo morti vengono risarciti lautamente e che l'ipocrisia generale vuole definire eroi) sparsi oltre i nostri confini fra Albania Afghanistan Iraq Libano Corno d'Africa e chissà in quanti altri paesi coperti da "Segreto di Stato" con la pretesa di portare "democrazia e civiltà". Democrazia e civiltà (spesso già carente in casa nostra) esportata con le armi in mano sotto forma di "Missioni di Pace". Null'altro che azioni di guerra che hanno tanto il sapore di invasione armata proprio da parte del nostro paese che la guerra come recita l'art. 11 della nostra Costituzione, la ripudiamo come forma offensiva (considerato anche che i nostri sacri confini e la nostra Patria teme ben altri pericoli che non l'attacco armato da chicchessia).


Tutto ciò con un costo a dir poco "esorbitante" per un paese con un debito pubblico al 16 gennaio 2008 pari a 1.629,7 Miliardi di Euro) ed un tasso di *povertà come il nostro: spesa annua prevista dalla finanziaria 2008 pari a 44 miliardi di Euro, più 13 miliardi di Euro per l'acquisto di 131 cacciabombardieri d'attacco e oltre 1miliado di € per spese accessorie.


A noi genitori di militari italiani caduti in servizio durante la leva obbligatoria a causa di atti di nonnismo, a causa di incidenti veri o spesso solo presunti, a causa di suicidi per sopraggiunta depressione da servizio o spesso istigati anche da superiori imbelli e incapaci, non resta che la constatazione di essere stati traditi da una patria ingrata e indifferente al nostro dolore ed al sacrificio estremo dei nostri figli.


Da tempo, troppo tempo attendiamo che il Parlamento, il Governo, il Senato da sempre pressato dalle nostre richieste rimaste inascoltate, emanino ed approvino una legge risarcitoria equa e dignitosa attingendo a quel monte esorbitante di denaro impegnato per guerre d'occupazione e di conquista da qualche buontempone che non ha mai inviato il proprio figlio laggiù a morire: "uno sporco lavoro che qualcuno deve fare" come afferma il Governo, ma per noi genitori di militari caduti in servizio: "uno sporco lavoro che nessuno dovrebbe fare! Anzi, si dovrebbe magari riportare in patria tutti o parte di quei contingenti tutti vivi e non come accade spesso ultimo dei quali il Parà C.M. Alessandro Di Lisio di Campobasso, caduto in Afghanistan il 14 luglio 2009; soldati usati quali mercenari altamente pagati a dispetto di salari da fame oggi esistenti nel nostro paese.


E poi, la solita scusa della mancanza di copertura finanziaria per risarcire le vittime dello Stato incomincia ad annoiare e stancare anche i più pazienti di noi, sarebbe più onesto che il Governo ci dicesse una volta per tutti la verità: tutti questi caduti, da sempre considerati solo come mera carne da cannone, sono per lo Stato solo un fastidio e una vergogna oltre che un onere inutile, quindi ignorati, e con Essi ignorati i loro genitori.

Noi Genitori da parte nostra continueremo questa battaglia di dignità e di giustizia fino a che otterremo quanto ci è dovuto: giustizia e dignità per i nostri figli caduti servendo lo Stato.


x il Co.Ge.Mil. Annamaria Cremona e Angelo Garro